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Il progetto è nato a giugno 2006 per offrire opportunità di crescita personale e socio-economica a persone in disagio che, avendo difficoltà di accesso al normale credito bancario, vogliano uscire da una condizione di precarietà aprendo un’attività o seguendo dei corsi di formazione finalizzati all’impiego.
![]() Prevede anche il sostegno a necessità personali o familiari, per la sistemazione in alloggi, spese sanitarie, scolastiche o per il mantenimento delle relazioni con la famiglia di origine. Lo scopo primario è fornire una rete di sostegno, utile anche per prevenire forme illegali di accesso al credito come l’usura. L’iniziativa è sorta grazie alla collaborazione con la fondazione Cariparo che ha messo a disposizione delle Caritas di Padova e di Adria-Rovigo 200 mila euro per la costituzione di un fondo di garanzia presso la Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, che concederà finanziamenti a persone fisiche o associate residenti nel territorio delle due diocesi. La restituzione progressiva dei finanziamenti consentirà al fondo di garanzia di autoalimentarsi, ampliando il numero dei potenziali beneficiari. La Cassa di risparmio concede prestiti (dai 12 ai 60 mesi) che vanno dai mille ai 5 mila euro per le singole persone, fino a 10 mila per chi intende avviare nuove attività economiche. Le due Caritas diocesane svolgono invece compiti istruttori e di accompagnamento, di verifica e tutoraggio. I richiedenti devono fare un colloquio con i volontari del progetto, in cui si colgono le informazioni necessarie per comprendere la situazione di partenza della persona, le problematiche, la sua capacità di risolvere il prestito. Gli operatori si pongono come “consulenti economici” che accompagnano i richiedenti nella scelta del percorso da intraprendere, instaurando una relazione di fiducia e consigliando eventualmente anche altre possibilità. Quindi il caso viene valutato dalla commissione diocesana del microcredito, composta da alcuni ascoltatori, un segretario e il direttore della Caritas diocesana. Se il parere è incerto, si richiedono nuovi elementi o quelli mancanti per prendere la decisione. Se la domanda viene accolta, si passa il caso alla banca per il giudizio tecnico. Il parere definitivo spetta infatti alla Cassa di Risparmio. Statistiche sulla pagina:
Data di pubblicazione: Martedì 01 Luglio 2008 Ultima modifica: Mercoledì 22 Aprile 2009 |
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